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2026-07-11 20:15 · Viste: 4

Sardina marocchina Brasile dazi 2026

Riassunto veloce
Il Brasile conferma i dazi sulle sardine in conserva marocchineIl Brasile ha deciso di mantenere invariati i dazi doganali sulle sardine in conserva importate, inclusa la sardina marocchina, fissando una tassa del 32%. Q…
Sardina marocchina Brasile dazi 2026

Il Brasile conferma i dazi sulle sardine in conserva marocchine

Il Brasile ha deciso di mantenere invariati i dazi doganali sulle sardine in conserva importate, inclusa la sardina marocchina, fissando una tassa del 32%. Questa decisione rappresenta un freno per le esportazioni marocchine verso il mercato brasiliano, dove il Marocco si posizionava come terzo fornitore nel 2025. La richiesta di un’azienda brasiliana di aprire un contingente di 7.500 tonnellate esentasse per nove mesi è stata respinta dal segretariato esecutivo della Camera di commercio estero brasiliana.

Secondo una nota tecnica del Ministero del Commercio brasiliano, la produzione locale di sardine è quasi sufficiente a soddisfare la domanda interna, giustificando così il mantenimento delle tariffe doganali. Questa misura, sebbene non mirata specificamente contro il Marocco, limita le opportunità di crescita per gli esportatori marocchini in Brasile.

Implicazioni per il commercio italo-marocchino e il mercato globale

Nel 2025, il Marocco ha esportato 7,3 tonnellate di sardine verso il Brasile per un valore di circa 32.800 dollari, rappresentando l’1,9% delle importazioni brasiliane di sardine, dietro a Cina e Portogallo. La conferma dei dazi mantiene quindi una barriera significativa per i produttori marocchini, che vedono ridotte le possibilità di espandere la loro presenza in un mercato potenzialmente interessante.

Questa situazione assume rilievo anche per la comunità marocchina in Italia, considerando i legami commerciali e culturali tra i due Paesi e l’importanza dell’export agroalimentare per l’economia marocchina. Il mantenimento delle tariffe brasiliane potrebbe spingere i produttori marocchini a cercare alternative commerciali o a rafforzare la loro presenza in altri mercati, come quello europeo, dove l’olio d’oliva marocchino sta registrando una crescente domanda.

Articolo scritto da Abdul
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