Riforma pensioni Marocco rinviata elezioni 2026
Rinvio della riforma delle pensioni in Marocco
Il governo marocchino ha confermato che la riforma del sistema pensionistico sarà rinviata a dopo le elezioni legislative previste per il 23 settembre 2026. La decisione è stata annunciata nel corso di un incontro tra la ministra dell'Economia e delle Finanze, Nadia Fettah Alaoui, e i rappresentanti delle principali centrali sindacali, nell'ambito della commissione tecnica incaricata di riformare i sistemi pensionistici.
Secondo quanto riportato da Hespress, l'incontro si è protratto per diverse ore e ha portato all'accordo di completare le ultime modifiche a un rapporto dettagliato che riassume il lavoro svolto dalla commissione tecnica, comprese le osservazioni e le richieste dei sindacati. Questo rapporto sarà presentato in un prossimo incontro previsto per il primo settembre 2026, per poi essere trasmesso alla commissione nazionale incaricata della riforma pensionistica.
Dettagli e prospettive future
La commissione nazionale, presieduta dal Primo Ministro e composta da rappresentanti dei ministeri competenti, delle centrali sindacali più rappresentative, dell'Unione Generale delle Imprese del Marocco e dei direttori dei fondi pensione, dovrebbe riunirsi presumibilmente a fine settembre 2026. Un dirigente presente all'incontro ha riferito che la ministra ha sottolineato come la decisione definitiva sulla riforma sarà presa dal governo che uscirà dalle elezioni di settembre.
La ministra Fettah Alaoui ha inoltre spiegato che non è possibile procedere con la riforma prima delle elezioni, soprattutto perché non è ancora stata completata la fase di diagnosi necessaria per definire uno scenario di riforma definitivo. Il rapporto preliminare, che supera le 100 pagine, riassume le otto riunioni della commissione tecnica e include anche i contributi dei sindacati, come la Confederazione Democratica del Lavoro.
Questa decisione arriva dopo che la stessa ministra aveva già accennato a un possibile rinvio durante una sessione di domande al Consiglio dei Consiglieri a metà giugno, riconoscendo la complessità e la lentezza del processo di riforma.
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