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2026-06-18 17:41 · Viste: 4

Passaggio tra partiti in Marocco e elezioni 2026

Riassunto veloce
Il ritorno del dibattito sul passaggio tra partitiCon l'avvicinarsi delle elezioni politiche del 2026 in Marocco, torna al centro del dibattito pubblico la questione del cosiddetto "trasferimento politico" o passaggio tr…
Passaggio tra partiti in Marocco e elezioni 2026

Il ritorno del dibattito sul passaggio tra partiti

Con l'avvicinarsi delle elezioni politiche del 2026 in Marocco, torna al centro del dibattito pubblico la questione del cosiddetto "trasferimento politico" o passaggio tra partiti. Negli ultimi anni, il legislatore marocchino ha adottato misure per limitare questa pratica durante i mandati elettorali, soprattutto a livello parlamentare e nelle amministrazioni locali. Tuttavia, con l'approssimarsi del voto, si assiste a un aumento delle movimentazioni di eletti e figure politiche tra i partiti, spesso alla ricerca di una migliore candidatura o di maggiori possibilità di vittoria elettorale.

Secondo quanto riportato da Hespress, questa dinamica solleva interrogativi riguardo ai limiti della libertà di appartenenza politica da un lato, e all'impatto di tali pratiche sulla credibilità dei partiti e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni dall'altro.

Posizioni dei leader politici e sfide attuali

Nabil Benabdellah, segretario generale del Partito del Progresso e del Socialismo, ha sottolineato come il fenomeno del trasferimento politico sia stato oggetto di dibattito continuo tra gli attori politici. Ha evidenziato che le modifiche legislative e regolamentari introdotte hanno contribuito a limitare significativamente il passaggio tra partiti durante il mandato, ponendo fine a situazioni in cui gli eletti cambiavano partito pochi mesi dopo le elezioni, compromettendo così il rispetto della volontà degli elettori.

Benabdellah ha però evidenziato che il problema principale riguarda oggi il periodo precedente alle elezioni, quando alcuni eletti, terminato il mandato, desiderano cambiare appartenenza per divergenze interne o per non aver ottenuto la candidatura nel proprio partito. Questo scenario crea un dibattito complesso tra il diritto individuale alla libertà politica e la necessità di mantenere stabilità e credibilità all'interno dei partiti.

Dal canto suo, Mohieddine Hajaj, membro dell'Ufficio Politico del Partito del Rassemblement National des Indépendants, ha definito il trasferimento politico una pratica dannosa per chi la adotta e per la politica in generale, soprattutto quando l'appartenenza a un partito diventa uno strumento legato solo alle elezioni e non a convinzioni o programmi politici.

Hajaj ha inoltre sottolineato che, sebbene la legislazione abbia ridotto il fenomeno durante i mandati, la sfida maggiore resta il trasferimento che avviene prima delle elezioni, motivato più da calcoli elettorali che da ragioni politiche o ideologiche. Ha infine evidenziato la necessità di un approccio educativo e morale all'interno dei partiti per rafforzare il legame dei militanti con i valori e i programmi, evitando che la candidatura elettorale diventi l'unico criterio di appartenenza o abbandono del partito.

Articolo scritto da Abdul
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