Pagamenti in contanti in Marocco rischio fiscale 2026
Il fisco marocchino intensifica i controlli sui pagamenti in contanti
In Marocco, il pagamento in contanti non è più una semplice abitudine commerciale, ma rappresenta un rischio concreto per le imprese. Recentemente, i servizi di controllo delle direzioni regionali e provinciali delle imposte hanno respinto le dichiarazioni contabili di diverse società dopo aver riscontrato pagamenti in contanti che superavano i limiti consentiti dalla legge. Questa stretta fiscale segna un cambiamento significativo nel modo in cui le transazioni commerciali devono essere gestite nel paese.
Secondo quanto riportato da fonti marocchine, i controlli hanno riguardato un campione iniziale di 185 aziende, principalmente localizzate a Casablanca, Rabat e Tangeri. Gli ispettori fiscali hanno individuato fatture saldate in contanti oltre i 5.000 dirham IVA inclusa per fornitore al giorno, nonché il superamento del tetto mensile di 50.000 dirham. Questi sforamenti comportano conseguenze rilevanti, tra cui l'esclusione delle spese dal computo delle deduzioni fiscali e la perdita del diritto a recuperare l'IVA relativa a tali operazioni. Inoltre, viene messo in discussione anche il diritto alla deduzione ai fini dell'imposta sulle società.
Strategie di elusione e impatto sulle imprese
Le autorità fiscali hanno anche scoperto tentativi di elusione da parte di alcune imprese, che avrebbero frazionato le fatture per restare al di sotto delle soglie legali. Tuttavia, i controlli incrociati hanno evidenziato che i pagamenti riguardavano gli stessi fornitori in periodi ravvicinati, configurando così manovre volte a eludere la normativa vigente. Questa situazione ha spinto l'amministrazione fiscale a ribadire con fermezza che i pagamenti in contanti non devono essere utilizzati per occultare spese, gonfiare costi o creare circuiti finanziari difficili da tracciare.
Secondo le stesse fonti, l'uso del contante avrebbe aumentato il costo reale di alcune transazioni di circa il 30%. Inoltre, sono stati rilevati prelievi in contanti ingenti effettuati in più fasi dopo il deposito di assegni non trasferibili intestati alle società coinvolte, suscitando sospetti sulle finalità di tali operazioni e spingendo gli ispettori a verificare eventuali tentativi di evasione fiscale.
Il Codice generale delle imposte marocchino stabilisce infatti limiti rigorosi per la deducibilità delle spese pagate in contanti. Acquisti, prestazioni o costi professionali devono essere giustificati da fatture regolari e saldati tramite mezzi tracciabili per poter beneficiare pienamente degli effetti fiscali. Le imprese che non rispettano queste regole si espongono a rettifiche fiscali e sanzioni severe.
Il messaggio dell'amministrazione fiscale è chiaro: è necessario privilegiare metodi di pagamento verificabili come bonifici bancari, assegni non trasferibili o effetti di commercio, riducendo così il ricorso al contante che, in Marocco, non è più una semplice comodità ma un potenziale pericolo fiscale.
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