Medicina legale in Marocco carenze e riforme 2026
Un quadro critico per la medicina legale in Marocco
Un recente rapporto parlamentare ha evidenziato una situazione critica nel settore della medicina legale in Marocco, con una grave carenza di medici specializzati e strutture adeguate. Secondo quanto riportato da Hespress, la situazione è così preoccupante che dieci distretti giudiziari del Paese non dispongono di un medico legale specializzato, costringendo le procure a ricorrere a professionisti di altre regioni per svolgere le necessarie attività medico-legali.
Al termine del 2024, i medici che esercitano funzioni di medicina legale erano appena 25, un numero insufficiente rispetto alla domanda crescente di servizi medico-legali, mentre i medici operanti negli uffici di sanità collettiva e nelle strutture sanitarie dipendenti dal Ministero della Salute ammontavano a 147. La regione di Casablanca-Settat, nonostante la sua grande popolazione, conta solo 21 medici legali, con una media di 2,6 medici ogni milione di abitanti, un dato che rallenta significativamente le indagini penali a causa dei ritardi nelle perizie e nel trasferimento delle salme.
Problemi strutturali e raccomandazioni parlamentari
Oltre alla carenza di personale, il rapporto mette in luce la mancanza di attrezzature mediche e strumenti tecnici essenziali per eseguire esami e autopsie con precisione. Molti servizi di medicina legale soffrono anche di una grave carenza di dispositivi di refrigerazione o utilizzano apparecchiature obsolete, compromettendo la conservazione delle salme, soprattutto in periodi di alta affluenza o in casi che richiedono una conservazione prolungata.
Il rapporto evidenzia inoltre che le tariffe per le prestazioni medico-legali sono molto basse, con compensi di 30 dirham per l'esame di un paziente ferito, 50 dirham per la redazione di un rapporto sullo stato mentale di una persona, e fino a 150 dirham per l'autopsia di una salma in avanzato stato di decomposizione. Nel 2024 sono stati effettuati 3.488 esami rapidi su persone ferite, 2.095 prelievi di campioni biologici e 1.833 interventi su richiesta della polizia giudiziaria.
Le procure hanno ordinato 14.830 autopsie e 10.653 esami medici sulle salme nello stesso anno. Di fronte a questa situazione, la missione parlamentare ha raccomandato una revisione della legge 77.17 sulla regolamentazione della professione di medico legale, l’adeguamento delle normative nazionali agli standard internazionali come il Protocollo di Istanbul, e una revisione del sistema di compensi per riflettere la complessità e la responsabilità del lavoro medico-legale.
È stata inoltre suggerita l’adozione di un piano urgente per qualificare e aumentare il personale medico legale, migliorare le condizioni professionali e salariali degli attuali operatori, e potenziare la formazione specialistica nelle facoltà di medicina e nei centri ospedalieri universitari. La missione ha visitato diversi centri ospedalieri universitari, tra cui quelli di Mohammed VI nella regione dell’Est, Ibn Rushd a Casablanca-Settat e Mohammed V nella regione di Tangeri-Tetouan-Al Hoceima, per valutare la situazione sul campo.
Impatto per i marocchini in Italia
Questa situazione di carenza e difficoltà nel settore della medicina legale in Marocco può influire indirettamente anche sulla comunità marocchina in Italia, specialmente in caso di necessità di assistenza medico-legale o di pratiche burocratiche legate a decessi o indagini giudiziarie che coinvolgano cittadini marocchini.
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