Controlli criptovalute Marocco 2026
Indagini approfondite sulle criptovalute in Marocco
Le autorità marocchine, attraverso l'Ufficio di Controllo dei Cambi, hanno avviato un'indagine estesa su una rete di operatori non autorizzati che forniscono criptovalute a clienti marocchini sia all'interno che all'esterno del Paese. L'azione mira a contrastare il fenomeno del riciclaggio di denaro e il trasferimento illecito di fondi tramite asset digitali. Secondo informazioni provenienti da Hespress, le indagini si concentrano su transazioni complesse effettuate da marocchini residenti nel Regno che si sono rivolti a questi nuovi operatori per acquistare criptovalute come Bitcoin, Ethereum e Tether, utilizzando il dirham marocchino come valuta di scambio.
Le operazioni di scambio e trasferimento avvengono tramite conti bancari locali e agenzie di trasferimento di denaro, con percorsi intricati che complicano il tracciamento e ostacolano le attività di controllo. Le criptovalute ottenute sono state impiegate per finanziare acquisti all'estero, soprattutto in paesi europei e asiatici, includendo beni di vario tipo.
Meccanismi di riciclaggio e normative in evoluzione
Le autorità hanno rilevato che questi operatori illegali utilizzano conti bancari intestati a persone fittizie per ricevere i fondi dai clienti, confermando poi le transazioni prima di rilasciare le criptovalute, applicando commissioni che in alcuni casi superano il 25% dell'importo trasferito. Queste attività avvengono al di fuori dei canali bancari autorizzati e senza le necessarie autorizzazioni previste dalla legge marocchina.
Inoltre, le indagini hanno evidenziato che alcuni turisti marocchini hanno superato di gran lunga i limiti previsti per le spese turistiche, alimentando portafogli digitali con fondi forniti da questi operatori per finanziare viaggi, acquisti di beni mobili e immobili all'estero. Per supportare le indagini, le autorità marocchine si sono avvalse di database internazionali condivisi e di informazioni provenienti da organismi di vigilanza finanziaria in Europa e nel Sud-est asiatico.
È emerso che gli operatori illegali sfruttano la possibilità di nascondere le identità sulle piattaforme di scambio digitale, utilizzando un complesso sistema di conti multipli e trasferimenti incrociati per oscurare la provenienza reale dei fondi e l'identità dei beneficiari finali. Le informazioni raccolte hanno inoltre rivelato transazioni significative che coinvolgono clienti marocchini, estese oltre l'acquisto di viaggi e beni, comprendendo anche software e sistemi di analisi dati piratati, con sospetti di finanziamento di attività vietate a livello internazionale.
Il Marocco sta attualmente lavorando all'introduzione di una regolamentazione del mercato degli asset digitali, con un progetto di legge aperto a consultazione pubblica. La proposta normativa mira a disciplinare l'emissione e la negoziazione di criptovalute su piattaforme autorizzate, garantendo trasparenza e protezione degli utenti, nonché misure di prevenzione contro accessi non autorizzati e manipolazioni di mercato.
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