Bambini Gaza genocidio israeliano 2026
Un rapporto Onu accusa Israele di genocidio contro i bambini di Gaza
Secondo un rapporto pubblicato da una commissione investigativa indipendente delle Nazioni Unite, le autorità israeliane e le forze di sicurezza avrebbero preso di mira deliberatamente i bambini palestinesi durante il conflitto nella Striscia di Gaza. Il documento, reso noto a Ginevra, denuncia che queste azioni costituiscono crimini di guerra, crimini contro l'umanità e atti che si configurano come genocidio. Israele ha respinto con fermezza queste accuse, definendole una diffamazione infondata.
Il rapporto evidenzia che tra il 7 ottobre 2023 e il 7 ottobre 2025 sono stati uccisi almeno 20.179 bambini a Gaza, rappresentando circa il 30% del totale delle vittime nel periodo considerato. Questa percentuale segna un aumento rispetto ai conflitti precedenti nella regione, dove la quota di bambini tra i deceduti era intorno al 24% durante le operazioni del 2008-2009 e del 2014.
Dettagli sulle violazioni e conseguenze umanitarie
Il presidente della commissione, Srinivasan Muralidhar, ha sottolineato che le prove raccolte indicano che i bambini palestinesi sono stati intenzionalmente presi di mira e uccisi dalle forze israeliane, compromettendo gravemente la capacità della società palestinese di sopravvivere e influenzando negativamente il suo futuro demografico e sociale.
Il rapporto denuncia inoltre l'uso continuato di armi ad alto potenziale distruttivo e munizioni a grande esplosione in aree densamente popolate, nonostante l'aumento delle vittime civili. Questo modus operandi ha causato un numero elevato di morti tra i bambini. Le condizioni di assedio, la carenza di cibo, acqua, medicinali e servizi sanitari hanno aggravato ulteriormente la situazione umanitaria, con quasi tutti i bambini di Gaza che necessitano di supporto psicologico. La salute di madri e neonati è stata compromessa dal danneggiamento delle strutture sanitarie e dalla riduzione dei servizi medici.
In Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, il rapporto segnala un aumento della violenza contro i bambini palestinesi, documentando casi di arresti, maltrattamenti e torture che potrebbero configurare crimini contro l'umanità. Sono state raccolte testimonianze di percosse, spogliazione forzata e privazione del cibo durante la detenzione.
Reazioni e contesto internazionale
La missione israeliana presso le Nazioni Unite a Ginevra ha respinto le conclusioni del rapporto, affermando che l'esercito israeliano si impegna a minimizzare i danni ai civili e ai bambini nelle operazioni militari. Ha inoltre sottolineato che il rapporto non tiene conto degli sforzi per facilitare campagne di vaccinazione, l'ingresso di personale medico e la creazione di ospedali da campo nella Striscia di Gaza.
Questa situazione si inserisce in un contesto di crescente dibattito nelle sedi internazionali riguardo alle responsabilità legali legate al conflitto a Gaza, con pressioni crescenti per indagini indipendenti e per la responsabilizzazione dei responsabili delle violazioni dei diritti umani, in particolare quelle che riguardano i bambini.
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