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Un cambiamento epocale per le sale cinematografiche marocchine
Con l'avvio della Coppa del Mondo FIFA 2026, alcune sale cinematografiche in Marocco hanno iniziato a trasmettere le partite su grandi schermi, segnando un cambiamento significativo nel ruolo tradizionale di questi spazi dedicati all'arte cinematografica. Questa decisione, dettata da pressioni economiche e dalla necessità di attrarre un pubblico più ampio, ha suscitato un acceso dibattito tra operatori culturali, critici e professionisti del settore.
La crisi del settore cinematografico marocchino è stata aggravata dalla concorrenza delle piattaforme digitali e dai cambiamenti nelle abitudini di consumo culturale. In questo contesto, molte sale cercano di diversificare l’offerta per garantire la propria sopravvivenza economica, trasformandosi in spazi di intrattenimento più ampi e meno esclusivamente dedicati al cinema.
Dibattito tra necessità economiche e identità culturale
Secondo quanto riportato da Hespress, la scelta di interrompere la programmazione cinematografica durante le partite del Mondiale 2026 per trasmettere eventi sportivi ha diviso l’opinione pubblica. Da un lato, vi sono coloro che la considerano una strategia commerciale legittima, coerente con le dinamiche di mercato e necessaria per garantire introiti in un momento di difficoltà. Dall’altro, critici come il noto critico marocchino Abdelrahim Chafai sottolineano come questa tendenza invii un segnale negativo agli operatori del cinema, riducendo lo spazio dedicato alle produzioni nazionali e internazionali a favore di eventi sportivi temporanei ma più redditizi.
Chafai evidenzia inoltre problemi legati alla gestione delle programmazioni, alla trasparenza nelle vendite dei biglietti e alle pratiche poco chiare che penalizzano registi e produttori indipendenti. Il costo dei biglietti per assistere alle partite in sala, che può raggiungere i 150 dirham per gli adulti, aggiunge un ulteriore elemento commerciale a questa trasformazione, suscitando interrogativi sul rapporto tra cultura e profitto all’interno di spazi che dovrebbero essere sostenuti da politiche pubbliche a tutela dell’industria cinematografica nazionale.
Il critico Idriss El Qari ha definito questa situazione come un esempio di come la pressione economica possa spingere la cultura verso una logica di mercato che rischia di snaturarne la funzione originaria. Richiamandosi al filosofo Theodor Adorno, El Qari sottolinea che la cultura rischia di diventare una merce come tutte le altre, con il valore artistico sacrificato sull’altare del guadagno immediato. La sala cinematografica, secondo lui, non dovrebbe trasformarsi in una sorta di bar sportivo, ma rimanere un luogo di sogno, immaginazione e narrazione visiva, come ricordava il regista italiano Federico Fellini.
Impatto per i marocchini in Italia
Per la comunità marocchina in Italia, questa evoluzione del panorama culturale marocchino rappresenta un segnale importante sulle difficoltà che affronta il settore cinematografico nazionale. La trasformazione delle sale in spazi per eventi sportivi potrebbe influenzare anche la diffusione e il sostegno delle produzioni culturali marocchine all’estero, incidendo sulle opportunità di fruizione e promozione della cultura marocchina tra gli immigrati.
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