Mondiale 2026 a 48 squadre: novità e impatti per il calcio africano
Un Mondiale più grande e inclusivo: la visione di Infantino
Il Mondiale di calcio 2026 segnerà una svolta storica con la partecipazione di 48 nazionali, un'espansione senza precedenti rispetto alle 32 squadre delle edizioni precedenti. Questa decisione, fortemente voluta dal presidente della FIFA Gianni Infantino sin dal suo insediamento nel 2016, mira a dare maggiori opportunità a un numero più ampio di Paesi, trasformando la Coppa del Mondo in un evento non solo sportivo ma anche sociale.
Infantino ha sottolineato come il torneo debba rappresentare un'occasione per diffondere il calcio in tutto il mondo, superando il tradizionale dominio delle nazionali europee e sudamericane. Secondo quanto riportato da Hespress, questa espansione è vista come un «evoluzione naturale» del torneo, che fino a pochi decenni fa vedeva una presenza limitata di squadre africane, asiatiche e delle Americhe del Nord e Centrale.
Impatto sull’Africa e sul calcio globale
Con l’aumento a 48 squadre, l’Africa vedrà un incremento significativo dei suoi rappresentanti: da 5 a 10 posti, quasi raddoppiati. Questo cambiamento è particolarmente rilevante per il continente africano, che storicamente ha avuto meno spazio rispetto all’Europa, che manterrà comunque 16 posti. Anche Asia e America del Sud beneficeranno di una maggiore rappresentanza, con 9 e 6 posti rispettivamente.
Questa nuova formula ha già permesso a nazionali come Capo Verde, Giordania e Uzbekistan di qualificarsi per la prima volta, mentre piccole realtà come l’isola caraibica di Curaçao, con soli 160.000 abitanti, potranno vivere l’emozione di un Mondiale. Il sistema prevede inoltre che due squadre per ogni gruppo e le migliori otto terze accedano agli ottavi di finale, aumentando le possibilità di passaggio del turno anche per le squadre meno quotate.
Tuttavia, l’allargamento del torneo ha suscitato dibattiti circa la possibile perdita di intensità e sorpresa nelle prime fasi. Alcuni esperti temono che le grandi squadre possano affrontare i gironi con meno pressione, riducendo così l’imprevedibilità che ha caratterizzato storicamente la competizione. Inoltre, l’aumento delle partite potrebbe rappresentare un carico fisico maggiore per i giocatori, soprattutto considerando le condizioni climatiche estive in Nord America, sede del torneo.
Impatto per i marocchini in Italia
Per la comunità marocchina in Italia, il Mondiale 2026 rappresenta un’occasione di grande orgoglio e partecipazione, con maggiori possibilità di vedere la nazionale marocchina protagonista sul palcoscenico mondiale. L’ampliamento del torneo potrebbe infatti facilitare la qualificazione del Marocco e accrescere l’interesse e la visibilità del calcio africano anche tra gli appassionati italiani di origine marocchina.
Noistranieri





