Calcio e integrazione migranti Marocco 2026
Il Marocco sottolinea il ruolo sociale del calcio
Il Marocco ha recentemente evidenziato l’importanza del calcio come strumento fondamentale per l’integrazione dei migranti e dei rifugiati, nonché come mezzo per combattere la xenofobia e l’odio verso gli stranieri. Questa posizione è stata espressa durante un evento parallelo alla 62ª sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, organizzato in collaborazione con il Messico, co-organizzatore della Coppa del Mondo FIFA 2026 insieme a Stati Uniti e Canada.
Omar Zniber, ambasciatore permanente del Marocco presso l’ONU a Ginevra, ha sottolineato come il calcio vada oltre il semplice gioco, offrendo spazi comuni basati su regole condivise, sforzi collettivi e valori umani universali. Il campo da gioco diventa così un luogo dove si superano le differenze di nazionalità, lingua o status legale, favorendo valori quali il lavoro di squadra, la fiducia e la disciplina. Questo approccio trasforma gli stranieri in compagni di squadra e le situazioni di vulnerabilità in un senso di appartenenza.
Iniziative e prospettive future
Zniber ha citato studi e rapporti delle agenzie ONU che dimostrano come le attività sportive migliorino il benessere dei migranti e dei rifugiati e facilitino la loro integrazione sociale e professionale. Chi partecipa a programmi sportivi riesce infatti a costruire reti sociali più solide e a rafforzare la propria presenza nelle comunità ospitanti.
Il Marocco considera il calcio uno strumento trasversale nelle politiche migratorie, capace di accelerare l’inclusione, proteggere le categorie più vulnerabili, valorizzare i giovani e rafforzare i legami con le comunità marocchine all’estero. Inoltre, il calcio contribuisce a contrastare discorsi basati sulla paura e sull’odio verso gli stranieri.
In questo contesto, il Marocco ha lanciato insieme all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni il gruppo “Amici dello Sport e Migrazione” a Ginevra, un’iniziativa che promuove il dialogo tra Stati e l’integrazione dello sport nelle politiche pubbliche di migrazione e inclusione. Questa iniziativa fa parte di una strategia più ampia per integrare lo sport nelle politiche pubbliche come strumento complementare ai diritti e ai servizi fondamentali.
Infine, l’ambasciatore ha ricordato la Coppa del Mondo FIFA 2030, che il Marocco organizzerà congiuntamente con Spagna e Portogallo. Questo evento sarà un’occasione per rafforzare i legami tra continenti, comunità e generazioni, dimostrando come il calcio possa contribuire a costruire società più inclusive e aperte alla diversità.
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