Petizione abolizione ora legale Marocco 2026
La petizione per abolire l’ora legale non raggiunge il quorum minimo
La petizione nazionale lanciata in Marocco per chiedere l’abolizione dell’ora legale (Greenwich+1) e il ritorno all’ora solare legale non ha raggiunto il numero minimo di firme richiesto dalla legge per essere presentata alle autorità pubbliche. Secondo quanto riportato da Hespress, il comitato nazionale che supervisiona la petizione ha raccolto fino ad oggi solo 2107 firme valide, ben al di sotto della soglia minima di 4000 firme prevista dalla normativa vigente (articolo 6 della legge 14.44).
La raccolta firme è iniziata ad aprile 2026 e, nonostante il lavoro di coordinamento in diverse regioni del Paese, il numero di firme valide non sembra destinato a crescere sufficientemente. Il portavoce del comitato, Mohsen Al Wadawari, ha espresso delusione per il risultato, sottolineando come, anche considerando le liste ancora da verificare, non si supereranno probabilmente le 3000 firme. Questo dato evidenzia una scarsa partecipazione attiva dei cittadini marocchini nella raccolta firme, in netto contrasto con l’ampio consenso digitale che la richiesta ha ottenuto su piattaforme non ufficiali, dove si sono superate le 300.000 adesioni.
Criticità e problemi organizzativi nella campagna di raccolta firme
Il comitato ha inoltre denunciato problemi interni alla campagna, con il ritiro di 32 coordinatori locali su 115, che ha indebolito ulteriormente la capacità di mobilitazione sul territorio. Le motivazioni di questi abbandoni sono state definite poco oggettive e più di natura personale, secondo Al Wadawari. Il vice portavoce, Hamid Tahiri, ha ribadito l’importanza di un impegno concreto da parte dei cittadini, invitandoli a passare dall’attivismo digitale a una partecipazione diretta attraverso la firma della petizione.
Il mancato raggiungimento del quorum legale potrebbe significare l’impossibilità di presentare ufficialmente la richiesta di abolizione dell’ora legale, mantenendo quindi l’attuale sistema orario in vigore in Marocco. La vicenda mette in luce le difficoltà di tradurre un consenso online in un’azione concreta e legale, nonché le sfide organizzative nella gestione di campagne di partecipazione popolare.
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