Il Grande Viale Reale di Casablanca: un progetto da 2 miliardi di dirham che divide l'opinione pubblica
Urbanistica · Marocco
Approvato il 2 settembre 2025 dal Consiglio Comunale, il "Mahaj Malaki" collegherà la Moschea Hassan II a Piazza Mohammed V su 50 ettari. Un'opportunità storica o una priorità sbagliata?
Settembre 2025 · Casablanca, Marocco
Il 2 settembre 2025, durante una sessione straordinaria del Consiglio Comunale di Casablanca, il governatore Mohammed Mhidia ha chiesto alla presidente del consiglio Nabila Rmili di ratificare uno dei progetti urbani più ambiziosi che il Marocco abbia mai varato: il Mahaj Malaki, o Grande Viale Reale, destinato a collegare la Moschea Hassan II — uno dei luoghi di culto più grandi al mondo — con la storica Piazza Mohammed V.
Il progetto si estenderà su circa 50 ettari nel centro della città, con una dotazione finanziaria di circa 2 miliardi di dirham e un orizzonte temporale fissato al 2029. Ma dietro i numeri si cela un dibattito acceso che divide la società marocchina.
"Un'idea che esiste da oltre 40 anni, bloccata in passato da questioni fondiarie, di finanziamento e da sovrapposizioni di competenze. Oggi torna in agenda spinta dall'urgenza del Mondiale 2030."
Un sogno urbano vecchio di quarant'anni
Non si tratta di un'idea nuova. Il disegno di riqualificare quest'asse urbano esiste da decenni nelle cartelle dei pianificatori marocchini, ma è rimasto sulla carta a causa di ostacoli legati alle proprietà immobiliari, ai trasferimenti di popolazione e alla frammentazione delle responsabilità istituzionali.
A riaccendere l'urgenza è stata la candidatura vincente del Marocco — insieme a Spagna e Portogallo — per ospitare la Coppa del Mondo FIFA 2030. Casablanca figura tra le città che ospiteranno le partite, e questo ha impresso un'accelerazione senza precedenti ai cantieri urbani in tutto il paese.
16.000 famiglie nel mirino della riqualificazione
Secondo il quotidiano Le Matin, il progetto coinvolgerà circa 16.000 famiglie costrette a traslocare, oltre a numerose attività commerciali. Questo dato è al centro della polemica: chi sostiene il progetto lo considera indispensabile per dare a Casablanca un volto all'altezza della sua statura economica; chi lo contesta ritiene che espellere i residenti storici equivalga a svuotare la città della sua anima.
Il viale darà a Casablanca un polo turistico e culturale di rilevanza mondiale, valorizzando uno dei monumenti religiosi più visitati del continente.
16.000 famiglie rischiano di perdere case e attività. Le priorità sociali — trasporti, alloggi, servizi — dovrebbero venire prima dei grandi viali.
Il modello internazionale: dalla Tour Eiffel a Central Park
Per comprendere la logica economica dietro al progetto è utile guardare ad esperienze comparabili nel mondo. Il Champ-de-Mars e il Trocadéro a Parigi, che circondano la Tour Eiffel, attraggono ogni anno oltre 30 milioni di visitatori — contro i 6-7 milioni che salgono sulla torre stessa. Il monumento da solo non basta: è l'ecosistema attorno ad esso che moltiplica il valore.
Secondo la Central Park Conservancy, il parco newyorchese ha contribuito ad aumentare il valore immobiliare delle proprietà circostanti di 26 miliardi di dollari — un importo pari al PIL della Mauritania. La High Line di Manhattan, ricavata da una ferrovia abbandonata, ha generato oltre 2 miliardi di dollari di investimenti privati e circa 12.000 posti di lavoro.
Esempi simili emergono nel mondo arabo: il Downtown di Doha, con i suoi 31 ettari riqualificati e un costo di circa 5,5 miliardi di dollari, ha dotato il Qatar di un centro urbano di livello internazionale con parcheggi da 10.000 posti.
"La Moschea Hassan II è già un magnete globale. Chi viene a Casablanca ci va. Ma poi? Scatta una foto, visita la moschea, scende alle terme e riparte. Bisogna costruire un'esperienza."
Le opportunità per i privati e i giovani
Il dibattito pubblico trascura spesso un punto cruciale: i grandi progetti urbani non distribuiscono valore da soli. Chi si posiziona in anticipo raccoglie i frutti. I settori con maggiore potenziale nell'area del viale:
- Affitti brevi (Airbnb e piattaforme simili)
- Ristorazione di concept locale e caffetterie di prossimità
- Guide turistiche certificate
- Fotografia professionale e produzione di contenuti digitali
- Agenzie di viaggio locali specializzate
- Formazione nel turismo e nell'ospitalità
- Mediazione immobiliare nella zona di influenza
Chi possiede immobili affacciati sulla Moschea o nelle aree limitrofe ha oggi una finestra di vantaggio competitivo — ma solo se agisce prima che i prezzi incorporino le aspettative del progetto.
Il nodo delle demolizioni: realtà o allarme mediatico?
Nelle ultime settimane si è diffusa online la voce che l'intera area di Ain Diab e della Corniche sarebbe destinata alla demolizione. Secondo un consigliere municipale citato da Le Matin, però, non esiste ancora alcun atto ufficiale relativo a demolizioni su quella scala. Il progetto confermato riguarda per ora le opere nel perimetro della medina storica. Occorre quindi distinguere tra il piano approvato e le speculazioni che circolano senza riscontro.
Il Marocco a due velocità
Il re Mohammed VI ha più volte ribadito che il Marocco non può permettersi di avanzare a ritmi diversi al suo interno. Il Mahaj Malaki è un banco di prova: può rappresentare lo strumento per rigenerare una metropoli con un passato glorioso e un futuro sotto pressione, oppure diventare l'ennesimo esempio di modernizzazione che rafforza i quartieri benestanti lasciando indietro i più vulnerabili.
La risposta dipenderà in larga parte da come verranno gestiti i trasferimenti delle 16.000 famiglie, da quali compensazioni riceveranno e da quanto spazio verrà lasciato agli operatori locali nella nuova economia del viale. Un progetto è grande quanto le persone che riesce a portare con sé.
fonti menzionate: Le Matin, Central Park Conservancy, BST Hyde Park, Qatar Tourism Authority.
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