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2026-07-10 07:30 · Viste: 4

Critiche Ministero Industria Marocco e dipendenza economica 2026

Riassunto veloce
Critiche parlamentari sulle politiche industriali in MaroccoDurante una sessione di interrogazioni parlamentari tenutasi il 6 luglio 2026, diversi deputati marocchini hanno espresso forti critiche nei confronti delle pol…
Critiche Ministero Industria Marocco e dipendenza economica 2026

Critiche parlamentari sulle politiche industriali in Marocco

Durante una sessione di interrogazioni parlamentari tenutasi il 6 luglio 2026, diversi deputati marocchini hanno espresso forti critiche nei confronti delle politiche del Ministero dell'Industria e del Commercio, denunciando una crescente dipendenza economica del Paese da prodotti importati e mettendo in discussione l'efficacia degli interventi governativi per rafforzare la competitività del prodotto nazionale e proteggere i posti di lavoro nel settore industriale.

Secondo quanto riportato da Hespress, la deputata Hind Rattal Benani del gruppo parlamentare della Giustizia e Sviluppo ha evidenziato un divario significativo tra le direttive reali emanate dalla monarchia per ridurre la dipendenza economica e l'autosufficienza e l'effettiva performance governativa. Benani ha messo in dubbio la trasparenza e l'accuratezza dei dati ufficiali relativi ai posti di lavoro creati, sottolineando contestualmente l'aumento delle importazioni che hanno raggiunto i 370 miliardi di dirham, con un incremento del 12% rispetto al passato.

Situazione critica del settore tessile e richieste di sostegno concreto

Un particolare rilievo è stato dato alla situazione preoccupante dell'industria tessile marocchina, un settore strategico per l'economia nazionale e fonte primaria di occupazione, soprattutto per le donne. Un deputato del gruppo socialista-opposizione federale ha denunciato le gravi disfunzioni strutturali che minacciano la sostenibilità del comparto, quali la quasi totale dipendenza dall'importazione di materie prime e tessuti e la concorrenza sleale delle importazioni estere e del commercio elettronico internazionale.

È stata sottolineata la necessità di una visione governativa rinnovata, che favorisca la transizione da un modello di produzione basato sulla subfornitura a marchi stranieri a un sistema produttivo integrato che supporti l'innovazione e la creazione di marchi marocchini con alto valore aggiunto. Inoltre, è stata richiesta un'assistenza finanziaria e tecnica urgente per le piccole e medie imprese, messe a dura prova dall'aumento dei costi energetici e di produzione.

Le deputate hanno anche sollecitato la semplificazione delle procedure amministrative e il miglioramento del clima degli investimenti, oltre a una maggiore accessibilità al finanziamento e ai mercati per le imprese nazionali. È stata inoltre evidenziata l'importanza di garantire al prodotto locale l'accesso alle gare pubbliche, come previsto dalla legge, per rafforzare la sovranità industriale del Marocco e creare nuovi posti di lavoro.

Protezione dei posti di lavoro e interventi governativi

Nel corso della stessa sessione, il gruppo parlamentare del Movimento Popolare ha posto l'attenzione sulla tutela dei posti di lavoro nelle imprese in difficoltà. Il segretario di Stato incaricato dell'inclusione sociale, Abdeljabbar Rachidi, ha risposto illustrando gli interventi preventivi e sul campo del Ministero, che include programmi di sostegno dedicati, come il programma “Sicurezza per le piccole e medie imprese” con un budget di un miliardo di dirham, finalizzato a supportare le unità produttive minacciate di delocalizzazione o chiusura.

Tuttavia, i deputati dell'opposizione hanno sottolineato che molte piccole e medie imprese stanno vivendo una situazione critica, con migliaia di posti di lavoro a rischio a causa dell'aumento vertiginoso dei costi di produzione e dell'energia, che le rende incapaci di resistere alla crisi economica. È stato chiesto un passaggio da dati e indicatori generali a un sostegno diretto e urgente alle imprese nazionali in difficoltà, nonché una distribuzione equa degli investimenti industriali sul territorio, vincolando ogni aiuto finanziario o incentivo fiscale all'impegno concreto delle imprese nella protezione dei posti di lavoro e nel mantenimento della pace sociale.

Articolo scritto da Amin
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