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2026-07-10 22:49 · Viste: 5

Caldo e agricoltura in Marocco 2026: impatti e strategie

Riassunto veloce
Il caldo estremo e le sfide per l’agricoltura marocchinaIl Marocco sta vivendo un’ondata di caldo particolarmente intensa che sta causando notevoli difficoltà nel settore agricolo. Le alte temperature stanno infatti inci…
Caldo e agricoltura in Marocco 2026: impatti e strategie

Il caldo estremo e le sfide per l’agricoltura marocchina

Il Marocco sta vivendo un’ondata di caldo particolarmente intensa che sta causando notevoli difficoltà nel settore agricolo. Le alte temperature stanno infatti incidendo negativamente sulla crescita di frutta e verdura, oltre a esaurire le risorse idriche fondamentali per l’irrigazione. Secondo quanto riportato da Hespress, gli agricoltori si trovano a dover gestire con grande attenzione l’utilizzo dell’acqua, una risorsa sempre più scarsa e preziosa in questa fase critica.

Rachid Belkadi, agricoltore nella zona della pianura di Saïs, ha descritto la situazione delle coltivazioni di patate, che stanno terminando il loro ciclo produttivo ma sono ancora esposte al caldo intenso, con conseguenti danni evidenti. Anche la coltura della cipolla, inizialmente in ottime condizioni, ha subito un calo qualitativo a causa delle alte temperature, che hanno favorito la comparsa di una malattia chiamata localmente “harika” o “lanterno”. Nonostante l’irrigazione continua, sia di giorno che di notte, le piante appaiono spesso sofferenti e disidratate, segno che il caldo sta superando le capacità di adattamento delle colture.

Impatto sulle colture e strategie di adattamento

Il caldo improvviso danneggia soprattutto le colture in fase di sviluppo, come angurie, cipolle e frutti tipici della regione, noti come “frutti gemelli”. Questo fenomeno provoca perdite significative per gli agricoltori, che si trovano a dover rivedere le proprie tecniche di irrigazione e gestione delle coltivazioni. Tra i consigli pratici indicati da Belkadi vi è l’importanza di irrigare nelle ore più fresche, come all’alba e al tramonto, evitando le ore centrali della giornata, quando il caldo è più intenso.

Il biologo agricolo Kamal Abrakani ha sottolineato che, nonostante un miglioramento delle precipitazioni e un recupero delle riserve idriche nei bacini, il settore agricolo continua a soffrire per lo stress idrico e termico. Le semine di cereali come orzo e grano sono state ritardate, esponendo queste colture a rischi maggiori di danni da calore e incendi. Anche gli alberi da frutto, già indeboliti da anni di stress idrico, mostrano segni di sofferenza con una maggiore vulnerabilità a parassiti e una qualità dei frutti inferiore.

Abrakani ha inoltre evidenziato che le ondate di calore possono alterare l’equilibrio tra domanda e offerta nei mercati agricoli, con possibili ripercussioni economiche per gli agricoltori. Per far fronte a queste sfide, l’esperto suggerisce di ottimizzare i cicli di irrigazione, utilizzare stimolatori naturali per rafforzare la resistenza delle piante, scegliere sementi più resistenti al calore e adottare tecnologie digitali per monitorare e prevenire i danni in modo tempestivo.

Articolo scritto da Mohamed
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