Il Marocco riapre le frontiere agli stranieri dal 15 giugno con nuove misure
Il Marocco riapre le frontiere agli stranieri: misure e condizioni di ingresso
Il testo originale si riferisce a una misura annunciata nel 2021. Per il contesto 2026, è opportuno considerarlo come un riferimento storico e verificare eventuali regole vigenti prima di partire, dato da verificare.
Secondo quanto riportato nel comunicato citato nel testo originale, il Marocco aveva annunciato la ripresa dei collegamenti aerei da e per il Paese a partire dal 15 giugno 2021, con l’obiettivo di facilitare il rientro dei marocchini residenti all’estero.
Dichiarazioni ufficiali e misure adottate
Nel testo originale, il ministero degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all’Estero indicava che le misure erano state adottate sulla base dell’andamento epidemiologico e dell’avanzamento della campagna vaccinale. La riapertura era descritta come graduale e legata all’evoluzione della situazione sanitaria nazionale e internazionale.
Il comunicato citava anche una classificazione dei Paesi in due liste, sulla base di dati epidemiologici ufficiali pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità o dai singoli Paesi tramite i loro siti ufficiali, dato da verificare.
Lista A
La lista A comprendeva i Paesi considerati a rischio epidemiologico più contenuto. I viaggiatori provenienti da questi Paesi, compresi cittadini marocchini, stranieri residenti in Marocco e cittadini stranieri residenti in tali Paesi, potevano accedere al territorio marocchino con un certificato di vaccinazione e/o un test PCR negativo effettuato entro 48 ore dall’ingresso.
Il testo originale specificava che i certificati di vaccinazione stranieri erano riconosciuti con gli stessi effetti di quelli marocchini sul territorio nazionale, dato da verificare.
Lista B
La lista B era descritta come restrittiva e comprendeva i Paesi non inclusi nella lista A, con presenza di varianti o con dati epidemiologici ritenuti insufficienti. I viaggiatori provenienti da questi Paesi dovevano ottenere un’autorizzazione eccezionale prima della partenza, presentare un test PCR negativo effettuato entro 48 ore dall’ingresso e osservare un isolamento sanitario di 10 giorni.
La lista B riportata nel testo originale includeva numerosi Paesi, tra cui Afghanistan, Algeria, Angola, Argentina, Bahrain, Bangladesh, Benin, Bolivia, Botswana, Brasile, Cambogia, Camerun, Capo Verde, Cile, Colombia, Congo, Repubblica Democratica del Congo, Cuba, Eswatini, Guatemala, Haiti, Honduras, India, Indonesia, Iran, Iraq, Giamaica, Kazakistan, Kenya, Kuwait, Lesotho, Lettonia, Liberia, Lituania, Madagascar, Malaysia, Malawi, Emirati Arabi Uniti, Maldive, Mali, Mauritius, Messico, Namibia, Nepal, Nicaragua, Niger, Oman, Pakistan, Panama, Paraguay, Perù, Qatar, Uganda, Corea del Nord, Seychelles, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Sudafrica, Sri Lanka, Sud Sudan, Siria, Tanzania, Ciad, Thailandia, Togo, Ucraina, Uruguay, Venezuela, Vietnam, Yemen, Zambia e Zimbabwe, dato da verificare.
Operazione Marhaba
Il testo originale indicava che, per il rientro via mare dei marocchini residenti all’estero nell’ambito dell’operazione Marhaba 2021, i collegamenti sarebbero stati effettuati dai punti di transito marittimo già utilizzati l’anno precedente, nel rispetto delle condizioni sanitarie previste. Era inoltre previsto un ulteriore test a bordo dopo il controllo PCR all’imbarco, dato da verificare.
Per informazioni aggiornate su ingressi, controlli sanitari e requisiti di viaggio nel 2026, è necessario consultare le fonti ufficiali competenti prima della partenza, dato da verificare.
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